giovedì 23 febbraio 2012

Dimmi come ti chiami e ti dirò come sei.

Una ricerca dell'università di non.so.più.dove dice che i genitori trovano il nome perfetto per i figli quando sono già grandini, mentre quello dato da neonati non sempre rispecchia le aspettative.

Ora, oltre a chiedermi perchè si facciano queste ricerche del cavolo invece di sfruttare i pochi quattrini disponibili in qualcosa di lievemente più intelligente ed utile, vorrei sapere se ci prendono tutti per scemi. Prima di tutto, perchè ogni nome dovrebbe portare ad immaginare determinate caratteristiche sul portatore?

Conosco diversi Andrea, tanto per usare un nome inflazionato, e sono tutti diversi. Due sono donne, per dire. Se il tratto caratteristico di tutti gli "Andrea" fosse una folta barba, apriti cielo! E poi chi ha stabilito che ci sono nomi da wacca e nomi da duro, nomi sofisticati, biondi, grassi, alti o brufolosi? No, ma che stiamo scherzando?! 

Se vogliamo evitare stereotipi, prese in giro e complessi vari, cari genitori, basta usare il buon senso. Se siete una coppia mediterranea è inutile chiamare vostra figlia Bianca o Chiara. A meno di un miracolo genetico, non avrete un putto con pelle di porcellana e vaporosi capelli così biondi da sembrar bianchi. E se avete un cognome che si presta a giochi di parole, evitate la nascita di ulteriori lampadine e lampadari, remolabarca e guidolavespa, che i vostri figli vi ringrazieranno. Ed evitate anche nomi assurdi per essere originali, che Varenne è un cavallo, Zefiro è un vento, Europa un continente e Roquefort un formaggio. Puzzolente per giunta.

Ho scoperto l'acqua calda. E non mi sono nemmeno fatta pagare. La prossima volta mi presento come  una prestigiosa università di Mondo Disco, magari a raccontar scemenze raccolgo qualche soldino.

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